• Siamo arrivati alla quarta e per ora ultima puntata della nostra rubrica sulle maggiori case produttrici di strumentazione musicale che trovate presso il nostro studio di registrazione. Dopo avervi parlato di Rupert Neve, di Bob Moog e della Solid State Logic, non ci resta che raccontarvi la storia di Leo Fender.

     

    Leo Fender, nome completo Clarence Leonidas Fender, nasce a Anaheim (California) nel 1909.  Fin da giovane inizia a interessarsi all’elettronica e si occupa di riparazione di apparecchiature radio.

    Fender-SitoTelecaster: la nascita di una leggenda

    Subito dopo la seconda guerra mondiale, inizia a costruire amplificatori e steel guitar, e nel 1950 presenta la prima chitarra elettrica prodotta in serie dalla neonata Fender Electric Instruments Company: la mitica Telecaster.

    La sua nuova tecnica di costruzione gli permette di raggiungere il suo obiettivo: abbassare i costi di produzione e mantenere un’altissima qualità sonora, raggiungendo così un ampissimo numero di musicisti che in passato non potevano permettersi di acquistare gli strumenti, dato che i loro prezzi di mercato erano inaccessibili ai più.

    Precision Bass: la rivoluzione è iniziata

    Nel 1951 viene presentato il Precision Bass, il primo basso elettrico prodotto in serie, una vera e propria rivoluzione e una liberazione per tutti i bassisti che fino a quel momento potevano optare solo per il bellissimo, ma molto ingombrante, contrabbasso. Grazie alla presenza dei tasti, il Precision Bass dava inoltre la possibilità di suonare note in modo più preciso (da qui il suo nome) rispetto alla tastiera fretless del contrabbasso.

    L’introduzione del basso elettrico fu un vero e proprio cambio di usi e soprattutto di costumi per la musica, in particolare quella pop. Ve li immaginate i Beatles con Paul McCartney al contrabbasso?

    Fender Stratocaster: l’affermazione del mito

    Nel 1954 ecco un altro colpo da maestro, con la presentazione della leggendaria Fender Stratocaster. Le innovazioni introdotte con questo modello furono molte, ad esempio l’utilizzo di tre pick-up e della leva del vibrato. Ma le sue particolarità erano anche e soprattutto nel design: le linee moderne diventarono subito un simbolo e grazie all’innovativa impugnatura, lo strumento aderiva meglio al corpo del musicista.

    La Fender Stratocaster è diventata il simbolo di alcuni dei migliori chitarristi della storia, tra cui Jimi Hendrix, David Gilmour ed Eric Clapton, e viene tuttora prodotta senza differenze sostanziali rispetto alla sua introduzione, avvenuta oltre 60 anni fa.

    Altre chitarre e bassi diventarono famosi e molto diffusi, basti citare modelli come Jazz Bass, Mustang e Jaguar.

     

    Fender e Kalimba Studio

    Fender Stratocaster e Fender Jazz Bass

    La strumentazione Fender che troverete presso Kalimba Studio è molto varia e appartiene quasi completamente ai modelli degli anni ’70.

    Per ciò che riguarda gli strumenti a corde, abbiamo due Fender Stratocaster USA, una del 1979 e una del 2003, e un Fender Jazz Bass USA del 1974.

    Strumenti eccezionali, specialmente i due “vecchietti”: certo la differenza di peso rispetto ai modelli attuali dovuta al legno più “nobile” usato in quegli anni si sente, ma il sustain e il sound che sprigionano sono difficilmente ritrovabili in uno strumento odierno.

    Abbiamo anche un amplificatore Fender Bassman del 1978, con testata Bassman 70 e cassa Bassman 135, un amplificatore valvolare “ibrido” adatto al basso ma anche a chi cerca un suono di chitarra più pieno e più carico di frequenze basse.

     

    Fender Rhodes Mark I e Fender Twin Reverb

    Ma l’accoppiata di cui vogliamo parlarvi più approfonditamente è quella composta dal Fender Rhodes Mark I del 1974 (in versione 88 tasti) e dal suo fido compagno, l’amplificatore Fender Twin Reverb del 1976.

    Questo strumento ha una storia un po’ diversa dagli altri.

    Il Fender Rhodes è un pianoforte elettrico dal suono inconfondibile. Fu progettato negli anni ’40 da Harold Rhodes, e il suo funzionamento è riconducibile a vari strumenti.

    Sicuramente ad una prima occhiata è molto simile ad un pianoforte, essendo dotato di tastiera, ma in realtà sotto il cofano i suoi meccanismi assomigliano più a quelli di una chitarra elettrica. Premendo i tasti infatti non si percuote una corda, ma un piccolo cilindro di metallo detto “tine” che va in risonanza con una barra detta “tone bar”, così da creare un suono metallico, ma allo stesso tempo morbido. E proprio come in una chitarra elettrica, il suono viene “raccolto” da un pick up e mandato ad un amplificatore.

    Qui entra in gioco la Fender, che negli anni ’50 acquista la Rhodes e abbina il piano elettrico agli amplificatori progettati da Leo Fender, da qui il nome Fender Rhodes.

    La particolarità del suono è infatti data dall’accoppiata tra lo strumento e l’amplificatore.

    Furono necessari però quasi 20 anni per arrivare alla produzione in serie dei primi pianoforti elettrici, tanto che il primo modello Mark I (quello in nostro possesso) fu presentato nel 1970.

    Molto utilizzato da artisti jazz e funk, il suono del Fender Rhodes è immediatamente riconoscibile in brani come “Riders On The Storm” dei Doors, “You Are The Sunshine Of My Life” di Stevie Wonder, “Just The Way You Are” di Billy Joel, “Sheep” dei Pink Floyd e “I Can’t Tell You Why” degli Eagles.

    Ray Charles lo suona nell’immortale scena del film Blues Brothers all’interno del negozio di strumenti musicali, quando il gruppo improvvisa “Shake Your Tailfeather”.

     

    Bene, per adesso da Kalimba Studio è tutto. Ma state pronti, perché lunedì prossimo si aprirà un contest dove ci sarà finalmente spazio anche per voi e per la vostra musica. Stay tuned!